Tremila scatti. La prima scrematura in pochi minuti.
L’unica parte di RegiaPro che non gira sul sito ma sul tuo Mac, perché deve leggere migliaia di file RAW dal disco e nessuno ha voglia di caricarli da qualche parte. Serve a far fuori la parte più noiosa del lavoro.
Già pronto
Si scarica dal tuo account, quando vuoi.
17 MB
Tanto pesa. Le foto restano sul tuo disco, non salgono da nessuna parte.
macOS 11 o più recente
Big Sur in su, Intel e Apple Silicon.
RAW e JPEG
Canon, Nikon, Sony, Fujifilm, Olympus, Panasonic, Pentax, Hasselblad e i DNG dei droni.
Le figure di questa pagina sono schermate vere del programma, presa una per una mentre girava. Le foto che si vedono dentro sono immagini di prova: il lavoro di un cliente non finisce su una pagina di vendita.
La serata che non conta come lavoro
Torni da un matrimonio con tremila scatti. Prima di poter iniziare a lavorare davvero devi buttarne via due terzi: le raffiche dove ne serve una sola, i mossi, i chiusi d’occhi, i doppioni del gruppo di famiglia. È un lavoro che non richiede gusto e non si può nemmeno delegare, perché nessuno sa quale scatto avevi in mente. E la fai la sera, dopo una giornata in piedi.
Il motivo per cui i programmi di sviluppo ci mettono tanto è semplice: per mostrarti una foto sviluppano il RAW, cioè rifanno tutto il calcolo che la macchina aveva già fatto. Moltiplicato per tremila file, sono ore.
Cosa c’è dentro un file RAW
Oltre ai dati del sensore, la macchina fotografica ci infila un’anteprima già pronta: è quella che vedi sullo schermino dietro la macchina quando riguardi gli scatti. Esiste in ogni file, è già sviluppata, e per decidere «questa sì, questa no» è più che sufficiente.
Da 17 a 58 volte più veloce
È la differenza fra leggere quell’anteprima e sviluppare il RAW, misurata su file veri, Sony e di drone. Non è una stima di marketing: è il numero che è uscito dalla prova, ed è l’unico motivo per cui un matrimonio da 3.000 scatti si analizza in pochi minuti invece che in un pomeriggio.
Raggruppa le raffiche e propone la migliore
Le foto scattate a raffica — il lancio del bouquet, la risata, il bacio — vengono messe insieme in un gruppo solo. Dentro ogni gruppo RegiaPro Photo ti propone lo scatto più nitido, già selezionato. Tu scorri con la tastiera e correggi dove non sei d’accordo, che è un lavoro di minuti invece che di ore.
- Ti chiede prima che lavoro è — matrimonio, immobiliare e drone, ritratti, evento, sport, laurea — così sa cosa aspettarsi invece di indovinare. E se non lo sai, c’è «non lo so»: raggruppa e segnala, senza proporre di scartare niente.
- Segnala mosso, fuori fuoco ed esposizione sbagliata, scrivendo il perché e non solo il voto.
- Quando non capisce, non propone niente e te lo dice. È la regola più importante di tutte: un programma che tira a indovinare ti fa ricontrollare tutto, e allora tanto vale farlo a mano.
Schermata vera del programma. In basso la raffica per intero: quello proposto è marcato migliore, e sotto la foto c’è scritto il perché.
Riconosce il bracketing HDR e non lo tocca
È il punto in cui un programma di scrematura fatto male ti rovina il lavoro, e vale la pena spiegarlo per intero perché è la ragione per cui molti fotografi non si fidano di questi strumenti.
- Cinque scatti uguali, uno dietro l’altro
- Stessa inquadratura, stesso secondo
- «È una raffica: tengo il migliore»
- Ne scarta quattro
- E ti ha buttato via l’HDR
- Cinque scatti a esposizioni a scalini
- Regolari: −2, −1, 0, +1, +2
- «Non sono cinque tentativi
- sono cinque pezzi di una foto sola»
- Li lascia tutti e cinque
Perché è così importante nell’immobiliare e col drone
Chi fotografa interni e chi vola col drone lavora quasi sempre a bracketing: le finestre bruciate e i cieli slavati si risolvono così. Un programma che tiene un solo scatto per gruppo, su quel tipo di lavoro, non ti fa risparmiare tempo: ti costringe a rifare il servizio.
Non cancella mai niente. Mai.
È la promessa su cui si regge tutto il resto: se un programma può cancellarti i RAW, non lo lasci lavorare da solo — e allora non ti serve.
- 1
Per tutto il tempo lavora su un elenco
Non sui file. I RAW restano dove sono, intatti, mentre tu decidi. Puoi chiudere e riaprire: non è successo niente.
- 2
Ti dice prima cosa sta per fare
Quando premi «Applica ai file» ti mostra esattamente quanti file tocca e in quale cartella, prima di muovere qualsiasi cosa.
- 3
Copia le tenute, sposta le scartate
Le scartate finiscono in una sottocartella lì accanto. Niente cestino, nessuna cancellazione. Se vuoi liberare spazio, cancelli tu, a mano.
Di ogni scarto dice quanto e perché. Sotto ognuno c’è «Ripescala».
Il conto prima di toccare i file, con scritto dove finisce ogni cosa.
Lo stesso confronto, tagliato sul pezzo che conta: sotto ogni scarto c’è scritto il perché, e il tasto per rimetterla dentro. È la differenza fra un programma che decide al posto tuo e uno che ti fa decidere in fretta.
In quali piani è compreso
RegiaPro Photo non si vende a parte e non ha un prezzo suo: è compreso nei piani da Pro in su e nel Full Trial, che accende tutto il piano Pro per quattordici giorni. E se sei su Start puoi provarlo lo stesso, senza cambiare piano.
Full Trial
Compreso, perché il Trial accende tutto il piano Pro. 14 giorni, senza carta.
Start
Puoi provarlo. Non è compreso nel piano, ma la prova si attiva dal tuo account: la licenza scade e resta legata al tuo account — non si passa a un collega. Il tempo di capire se ti serve.
Pro
Compreso.
Studio
Compreso.
I prezzi stanno tutti in un posto solo, così non possono allontanarsi fra loro. Confronta i piani riga per riga →
Domande su la scrematura
Posso usarlo adesso?
Sì. Si scarica dal tuo account, pesa 17 MB e gira su qualunque Mac con macOS 11 (Big Sur) o più recente. È compreso in Pro e Studio e nei 14 giorni di Full Trial; su Start non è compreso, ma puoi provarlo con una licenza che scade e resta legata al tuo account.
La prima volta serve internet, per attivarlo: un paio di minuti, e finché non l’hai fatto il programma non screma. Da lì in poi si rinnova da solo, in sottofondo, ogni volta che il Mac è collegato: non ti chiede niente e non te ne accorgi. E se sei in trasferta dove il telefono non prende, continui a lavorare fino a trenta giorni — è stato fatto così apposta, perché un programma che si spegne in mezzo alla scrematura di un matrimonio farebbe più danno di quello che previene.
Perché gira sul Mac e non dentro il sito come il resto?
Perché deve leggere migliaia di file RAW dal disco, e un matrimonio sono decine di gigabyte. Caricarli su un server per farli analizzare vorrebbe dire ore di attesa prima ancora di cominciare. Il programma va dove sono i file, invece del contrario.
Cancella le mie foto?
Mai. Per tutto il tempo lavora su un elenco, non sui file: i RAW restano dove sono. Solo quando premi «Applica ai file», e dopo averti mostrato quanti file tocca e dove, le tenute vengono copiate e le scartate spostate in una sottocartella lì accanto. Niente cestino, nessuna cancellazione.
Come fa a essere così più veloce degli altri?
Non sviluppa i RAW. Dentro ogni file la macchina fotografica ha già messo un’anteprima — quella che vedi sullo schermino dietro la macchina — ed è più che sufficiente per decidere «questa sì, questa no». Leggere quella invece di sviluppare lo scatto è risultato da 17 a 58 volte più rapido, misurato su file veri, Sony e di drone.
E se scatto in bracketing per gli HDR?
Li riconosce e non li tocca. Tre o cinque scatti a esposizioni diverse sembrano una raffica in tutto e per tutto, ma non sono cinque tentativi: sono cinque pezzi di una foto sola. Un programma che ne tiene uno e scarta gli altri ti rovina il lavoro, e nell’immobiliare o col drone te lo fa rifare.
Che macchine fotografiche riconosce?
Canon (CR2, CR3, CRW), Nikon (NEF, NRW), Sony (ARW, SR2, SRF), Fujifilm (RAF), Olympus (ORF), Panasonic (RW2), Pentax (PEF), Hasselblad (3FR) e i DNG — che è quello che scrivono i droni DJI. Legge anche i JPEG, se consegni così. Le prove di velocità sono state fatte su file Sony e su file di drone; il raggruppamento delle raffiche anche su file Nikon.
Sostituisce Lightroom o Capture One?
No, e non ci prova. Fa solo la prima scrematura — quella che decide cosa sopravvive — e poi ti lascia una cartella pulita da aprire con il programma che usi già. Lo sviluppo, le maschere, il colore: tutto quello resta dove è sempre stato.
Gli altri quattro moduli
Sono un programma solo: il cliente lo scrivi una volta, e poi se lo passano fra loro.
Consegni con un link tuo, con password e scadenza. Il cliente segna le foto che vuole e tu trovi l’elenco già pronto.
Vai alla paginaUna chat sul tuo sito che risponde a chi passa e ti crea la scheda da sola.
Vai alla paginaOgni mattina ti dice chi ricontattare, col messaggio già scritto. Preventivo, contratto e fattura dalla stessa scheda.
Vai alla paginaDalle foto che hai già consegnato costruisce il piano dei post del mese.
Vai alla paginaSi scarica dal tuo account
RegiaPro Photo è compreso nei piani Pro e Studio, e nei 14 giorni di Full Trial — che accendono tutto il piano Pro. Su Start non è compreso, ma puoi provarlo: la licenza di prova scade e resta legata al tuo account. Provalo sul servizio che hai scattato ieri: in pochi minuti sai se ti serve.