Cinque moduli.
Un solo cliente da scrivere.
RegiaPro non è un pacchetto di programmi diversi messi insieme: è un programma solo, diviso in cinque parti che si passano i dati. La coppia che ti scrive a gennaio diventa il preventivo di febbraio, il contratto di marzo, la galleria di luglio e i post di agosto — senza che tu riscriva il loro nome nemmeno una volta.
Come leggere le etichette
Accanto a ogni modulo c’è scritto a che punto è davvero. Attivo vuol dire che funziona e viene usato ogni giorno. In costruzione vuol dire che è progettato e provato ma non ancora finito: non lo trovi al momento dell’iscrizione. Preferiamo scriverlo qui che fartelo scoprire dopo.
Ogni mattina sai chi ricontattare oggi.
È il cuore. Ogni persona che ti contatta diventa una scheda, e la scheda tiene tutto quello che è successo in ordine di tempo: la telefonata, il preventivo, il messaggio, l’appuntamento, l’acconto. Quando quella persona richiama sei mesi dopo, in tre secondi sai chi è e a che punto eravate.
- Il diario del cliente. Ogni cosa fatta o ricevuta finisce in un unico elenco. Non c’è un posto per le email e un altro per le note: c’è un posto.
- Preventivo → contratto → fattura. Il preventivo si costruisce da un modello tuo, diventa contratto senza riscrivere niente, e da lì esce la fattura. Sempre illimitati.
- Solleciti che si propongono da soli. Con il messaggio già scritto, adattato al tipo di servizio e a che punto siete.
- Calendario collegato. Gli appuntamenti finiscono anche sul tuo Google Calendar, quello che hai già sul telefono.
- Documenti al sicuro. Preventivi e contratti si mandano con un indirizzo che non si può indovinare; le fatture non escono mai dal programma.
- Listini e pacchetti. Quelli sì con un indirizzo leggibile, perché finiscono in un messaggio WhatsApp e un link che si capisce dà fiducia.
Come sono calcolati i solleciti
Dopo un preventivo: al 3º giorno, poi al 7º, al 14º, al 30º. Dopo un primo contatto senza preventivo: al 2º, al 5º, al 10º. Con due regole che contano più della cadenza: mai due solleciti a meno di tre giorni l’uno dall’altro (se torni da una settimana di riprese non ti ritrovi tre messaggi da mandare alla stessa persona nello stesso giorno), e niente solleciti nella settimana prima dell’evento, perché a quel punto sarebbero fuori tempo.
Se il programma resta spento cinque giorni
Non succede niente di male: alla riapertura ti compaiono tutti gli arretrati. «Chi devo ricontattare oggi» è una domanda che si fa al momento, non un servizio che deve restare acceso in sottofondo — e quindi non c’è nessun servizio che può smettere di funzionare senza dirtelo.
Schermata vera del programma. Nomi, importi e recapiti di fantasia.
Schermata vera del programma. Nomi, importi e recapiti di fantasia.
Le foto che vuole te le segna lui.
La consegna delle foto smette di essere un link di WeTransfer che muore dopo sette giorni. Diventa una galleria tua, con il tuo nome sopra, che gli sposi possono guardare, scaricare e far vedere ai parenti — per il tempo che decidi tu.
- Un link, una password, una scadenza. Le decidi tu, galleria per galleria. E quando premi «archivia», il link si spegne davvero.
- L’originale non esce mai. Al browser arrivano solo versioni ridotte, fatte da RegiaPro. Il file che è uscito dalla macchina resta dov’è.
- La posizione GPS viene tolta. Le macchine fotografiche scrivono dentro ogni scatto dove è stato fatto. In un matrimonio quella riga dice dove abita la sposa: RegiaPro la cancella dalle copie pubblicate.
- Foto e video insieme, divisi in cartelle come li hai organizzati tu.
- Su ogni piano, con lo spazio che cresce con il piano: 50 GB con Start, 300 GB con Pro, 1,5 TB con Studio. Con Studio le gallerie stanno sul tuo dominio, senza il nostro marchio da nessuna parte.
Perché insistiamo tanto sui dati
Una galleria di matrimonio contiene fotografie di decine di persone, spesso di bambini. Non è una cartella di file: sono dati personali di gente che non ha firmato niente con noi. Per questo tutto sta su server in Europa, e per questo l’EXIF viene buttato via invece che «di solito no».
Schermata vera del programma. Nomi, importi e recapiti di fantasia.
Risponde a chi passa, e ti scrive la scheda.
Sono due cose diverse con lo stesso nome, e servono a due momenti diversi della giornata: una parla con chi non ti conosce ancora, l’altra parla con te.
1. La chat sul tuo sito
Una bollicina in basso a destra sul tuo sito. Risponde alle domande di chi passa — quanto costa un matrimonio, fate anche il drone, siete liberi a settembre — e quando ha capito chi è e come si contatta, ti crea la scheda da sola. Tu la ritrovi la mattina dopo nell’elenco di chi ricontattare, senza aver letto la conversazione.
2. L’assistente dentro il programma
Un riquadro dove scrivi in italiano normale: «fammi un preventivo per Mario Rossi, matrimonio a Pistoia il 12 giugno», oppure «scrivi un messaggio gentile per chiedere l’acconto ai Bertelli». Ti prepara la bozza. Non la manda.
La regola che non cambia
L’assistente non decide mai da solo a chi si riferisce. Se nel tuo elenco ci sono tre Rossi, te li mostra e aspetta che scelga tu. E qualunque cosa prepari — un preventivo, una email, un WhatsApp — resta una bozza finché non sei tu a premere invio.
Il tetto di spesa
La parte che scrive i testi costa qualcosa a ogni richiesta, quindi ha un tetto mensile e un conteggio visibile. E la chat sul sito ha un limite di messaggi per visitatore, così nessuno può far esplodere il conto scrivendo a raffica. tetto in euro da confermare
Schermata vera del programma. Nomi, importi e recapiti di fantasia.
Tremila scatti scremati in pochi minuti.
L’unica parte che non gira sul sito ma sul tuo Mac, perché deve leggere tremila file RAW e nessuno ha voglia di caricarli da qualche parte. Serve a far fuori la parte più noiosa del lavoro: la prima scrematura.
- Veloce perché non sviluppa i RAW. Dentro ogni file la macchina ha già messo un’anteprima: leggere quella invece di sviluppare lo scatto è da 17 a 58 volte più rapido (misurato su file Sony, Nikon e di drone). Un matrimonio da 3.000 scatti si analizza in pochi minuti.
- Raggruppa le raffiche e dentro ognuna ti propone la migliore, già selezionata. Tu correggi con la tastiera, veloce.
- Ti chiede prima che lavoro è — matrimonio, immobiliare e drone, ritratti, evento — così sa cosa aspettarsi invece di indovinare.
- Riconosce il bracketing e non lo tocca. I tre o cinque scatti a esposizioni diverse per l’HDR sembrano una raffica in tutto e per tutto, ma non sono cinque tentativi: sono cinque pezzi di una foto sola. Un programma che ne tiene uno e scarta gli altri ti rovina il lavoro.
- Segnala mosso, fuori fuoco ed esposizione sbagliata, scrivendo il perché.
- Quando non capisce, non propone niente e te lo dice. È la regola più importante di tutte.
Non cancella mai niente. Mai.
Per tutto il tempo lavora su un elenco, non sui file: i RAW restano dove sono, intatti. Solo quando premi «Applica ai file», e dopo averti mostrato esattamente quanti file tocca e dove, le foto tenute vengono copiate e le scartate vengono spostate in una sottocartella lì accanto. Niente cestino, nessuna cancellazione. Se un giorno vuoi liberare spazio, cancelli tu, a mano.
A che punto è, per davvero
La parte difficile è stata misurata su file veri e funziona; il programma finito non c’è ancora. È compreso nei piani Pro e Studio, e si prova durante i 14 giorni di Full Trial, che accendono tutto il piano Pro. Quando sarà pronto lo trovi nel tuo account, senza pagare niente in più.
Fin qui è solo un elenco. I RAW sono dove li hai lasciati.
Questo è un disegno, non una schermata. L’app di scrematura non è ancora costruita: è l’unico modulo di cui non esiste una fotografia vera, e preferiamo dirlo che far finta del contrario.
Il modo più veloce di capire se ti serve è provarlo
Quattordici giorni senza carta di credito, sui tuoi clienti veri.
Il mese di post te lo prepara lui.
Il profilo fermo da tre settimane non è pigrizia: è che a fine giornata scegliere le foto, tagliarle per le storie e scrivere le didascalie è un secondo lavoro. RegiaPro Social prepara il mese partendo dalle foto che hai già consegnato ai clienti.
Il limite, detto chiaro
L’ultimo clic — quello che pubblica davvero su Instagram — per ora lo fai tu. Il collegamento diretto con Meta richiede un’autorizzazione che va chiesta e ottenuta, e finché non c’è preferiamo scriverlo qui invece di far credere che il profilo si aggiorni da solo. Tutto il resto — la scelta, il taglio, la didascalia, la coda, l’avviso al momento giusto — funziona già. data di attivazione da confermare
Schermata vera del programma. Nomi, importi e recapiti di fantasia.