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RegiaProPer chi lavora il sabato
Full Trial · 14 giorni

Tutto il piano Pro.
Senza carta di credito.

Non una versione ridotta con le funzioni buone spente: il prodotto intero, per quattordici giorni, sui tuoi clienti veri. E se fai tre cose nelle prime 48 ore, diventano ventuno.

Nessun addebito alla fine La password si sceglie nel programma, non qui Dati in Europa
Segnaposto — il modulo funziona, la consegna no

Puoi compilarlo e vedere come si comporta: i controlli sono veri. Ma oggi non manda niente a nessuno, perché il programma che deve riceverlo non è ancora online e l’invio delle email è spento. Te lo dice anche premendo il pulsante.

Apri la tua prova

Cinque righe. La password la scegli dopo, dentro il programma: qui non si scrive.

Nessuna carta di credito. Alla fine dei 14 giorni non ti addebita niente nessuno: la carta non gliel’hai mai data.

Carica un eventoUn lavoro vero, con le sue foto da fare
Collega WhatsAppIl numero con cui scrivi già ai clienti da fare
Manda il link a un clienteUna galleria vera, a una persona vera da fare
Finisci i tre passi entro 48 ore e la prova diventa di 21 giorni.
Non è una promozione: è il punto in cui si capisce se il prodotto ti serve.

Esempio della schermata di avvio.

Cosa succede dopo che lasci la tua email

Scritto per intero, perché è la parte che nessuno racconta mai e che invece decide se uno arriva dentro o si perde per strada.

  1. 1

    Compili il modulo qui sopra

    Il tuo nome, il nome della tua attività, l’email, il telefono se vuoi e che lavoro fai. La password no: quella si sceglie al passo 4, dentro il programma. Una password in meno che gira per la rete, e questo sito non ha nessun motivo di conoscerla. Il perché è spiegato in fondo.

  2. 2

    In quel momento non nasce ancora niente

    È voluto. Viene registrata solo l’intenzione di iscriversi, che scade da sola dopo 24 ore. Così chi riempie il modulo di indirizzi finti riempie una tabella che si svuota da sé, invece dell’anagrafica vera.

  3. 3

    Ti arriva un’email con un collegamento

    Un collegamento che vale una volta sola. Serve a dimostrare che quell’indirizzo è davvero tuo — e siccome tutte le comunicazioni con i tuoi clienti passeranno da lì, non è una formalità.

  4. 4

    Clicchi, scegli la password, e lo studio nasce

    La password si sceglie qui, sulla pagina del programma: è l’unico posto dove va scritta. Solo adesso vengono creati il tuo studio e il tuo accesso da titolare, in stato di prova con la data di scadenza già impostata. E sei già dentro: non devi rifare l’accesso.

  5. 5

    Atterri sulla lista dei tre passi

    Non su una schermata vuota che ti chiede di arrangiarti: sulla lista qui sopra — carica un evento, collega WhatsApp, manda il link. Finiti quelli, la prova si allunga di sette giorni.

  6. 6

    Al quindicesimo giorno (o al ventiduesimo)

    L’account passa in sola lettura. Vedi tutto quello che hai caricato, non crei cose nuove, e dopo 30 giorni la galleria va in pausa. Niente viene cancellato, e nessuno ti addebita niente: la carta non gliel’hai mai data.

Cosa conviene avere sottomano prima di cominciare

Quattordici giorni sono pochi apposta. Con queste tre cose pronte, i tre passi si fanno in mezz’ora.

Un lavoro vero da consegnare

Non foto di prova: un servizio che devi consegnare davvero in questi giorni. È l’unico modo per capire se RegiaPro ti fa risparmiare tempo o te ne fa perdere.

Il numero WhatsApp del lavoro

Quello con cui scrivi già ai clienti. I follow-up devono partire da un numero che i tuoi clienti riconoscono, non da un mittente sconosciuto.

Un cliente a cui mandarlo

Anche uno solo. Il terzo passo è mandare una galleria vera a una persona vera: è lì che si vede la differenza rispetto a un link che scade dopo una settimana.

Cosa non funziona ancora, detto chiaro

Questa parte è scritta per Giovanni e per chi lavora al progetto, non per i clienti. Resta qui finché serve, e poi si cancella. Il modulo qui sopra è vero e i suoi controlli sono veri: quello che manca è tutto dall'altra parte.

I quattro blocchi, verificati leggendo il codice
  • Il CRM non è online. Non esiste ancora un indirizzo pubblico a cui consegnare.
  • L’indirizzo di consegna va ancora costruito. Il modulo deve consegnare a /api/pubblico/iscrizione, che nel CRM non c’è ancora e non l’ho costruito: vuol dire aggiungere una tabella e una migrazione al modulo degli accessi, che ha 195 prove dietro, e non è una cosa da fare a metà. È il primo lavoro del prossimo lotto; cosa deve fare, esattamente, è scritto in cima a js/iscrizione.js.
  • Le email sono spente, ed è il blocco più serio. Nel CRM c’è INVIO_EMAIL_REALE = False e nessun fornitore di posta è collegato: nessuno riceverebbe la conferma, e l’account non nascerebbe, perché nasce solo alla conferma. Senza errori: dal punto di vista del programma è andato tutto bene.
  • I piani dentro il CRM sono ancora quelli di un listino superato. Vanno rifatti su quello nuovo — Full Trial, Start, Pro, Studio — prima che qualcuno possa iscriversi.
  • Il resto c’è già. Creazione del contatto, consenso privacy, conservazione delle conversazioni, verifica dell’email, nascita dello studio in prova e allungamento della prova: sono scritti e provati.

Dove sta il modulo, e perché lì

Il modulo sta sul sito e non chiede la password: raccoglie i dati e li consegna al CRM; la password si sceglie una volta sola dentro il CRM, cliccando il collegamento che arriva per email.

Metterlo tutto dentro il CRM avrebbe voluto dire mandare via le persone proprio nel momento in cui hanno deciso. Metterci anche la password avrebbe voluto dire farla passare da qui, e non si fa: vedi il riquadro sotto.

Perché la password non si scrive qui

Tre motivi, verificati leggendo il codice del CRM il 24 agosto 2026. Uno: questo è un sito di presentazione, file copiati su un server web — se un giorno lo manomettono, si portano via le password di chi si sta iscrivendo. Due: il CRM ha un controllo che rifiuta le richieste che non arrivano da lui, e l’iscrizione non è fra le due eccezioni; farla passare vorrebbe dire togliere una protezione vera per una comodità. Tre: il biscotto che porta quel controllo, da un altro dominio, il browser non lo manda proprio.

I dati senza password, invece, viaggiano su un indirizzo pubblico fatto apposta — lo stesso principio del chatbot pubblico che nel CRM esiste già: nessuna sessione da falsificare, e quindi nessuna protezione da indebolire.

Come si accende, quando sarà il momento

Una riga in js/iscrizione.js: l’indirizzo del CRM. Da quel momento il modulo consegna davvero, e il riquadro arancione qui sopra sparisce da solo. Non c’è nient’altro da cambiare in nessuna pagina.

Nel frattempo, se hai una domanda

Risponde chi ha costruito il programma. Non un modulo automatico.